Crisi del settore estetico: Perchè?

ANALYTICSPA.COM CRISI E PERCHE

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Secondo le statistiche, nei centri estetici c’è stato un calo di 2,5 milioni di clienti portando ad una diminuzione media del 13-16% di incasso. Questa difficoltà settoriale è dovuta da 3 aspetti fondamentali:
1) periodo congiunturale negativo: causato dalla grande crisi economica, che ha portato ad una diminuzione drastica di servizi a reddito.
2) vendite di prodotti e servizi online: in cui si è fatto credere agli imprenditori di questo settore, e non solo, di poter acquisire visibilità, credibilità e redditività attraverso nuovi clienti, utilizzando vendite tramite coupon a prezzi stracciati. In questi anni, abbiamo visto crescere sempre di più questi mezzi, che a mio avviso sono stati, e sono ancora attivissimi, creando danni non solo a chi li utilizza, ma anche a chi non lo fa.
I coupon in genere, provocano un danno estremo all’economia ma soprattutto all’immagine del settore, un settore pieno di professionisti che per timore inseguono strade facili, affidandosi ad aziende internazionali, che propongono vendite di coupon. Questa soluzione non è sicuramente quella giusta, visto che mediamente tutti i centri che si affidano a questi strumenti perdono soldi ad ogni vendita.

 

Qui sotto ho riportato esempi di vendita coupon:

per pubblicizzare con successo su Groupon, Groupalia, Kgbdeals, Letsbonus, Prezzofelice, Poinx ecc., è necessario proporre prodotto/servizio a sconti medi del 50/70%. Le aziende che propongono, sottraggono il 21% dell’Iva (per ovvie ragioni) oltre al 50% dell’imponibile (come commissione servizio).

Quindi, ad esempio, se un servizio di “trattamento corpo” normalmente vale 70 euro, verrà proposto almeno con il 50% di sconto. Quindi ai 35 euro, verrà defalcato immediatamente il 21% dell’Iva = euro 6,07 + il 50% della commissione = euro 14,46.

Da questi 14,46 euro, bisogna sottrarre il:

- COSTO STRUTTURA (cioè l’insieme di costi fissi come luce, gas, acqua, spese d’affitto, spese bancarie, assicurazioni ecc., che non sono mai inferiori di euro 7,00 x ora)
- COSTO DIPENDENTE (riguardante l’insieme dei costi generati in un anno tra stipendi, tasse irap, tredicesima, liquidazione, ferie ecc.) Un apprendista infatti, non costa mai meno di 6,5 euro divisi per ora)
- COSTO PRODOTTO (un trattamento corpo costa almeno 5,00 euro. Questo pero è un costo variabile e dipende dalla proposta che viene fatta)
Il CONTO FINALE sarà quindi:
14,46 – 6,07 – 6,5 – 5 =  - 3,11 € X COUPON VENDUTO!

3) aziende del settore estetico e benessere: queste propongono cosmetici a prezzi pazzeschi e senza pensare al periodo e alle difficoltà, continuano ad aumentare il loro listino mediamente di 4 e il 7 punti percentuali l’anno, tutto questo senza pensare che i propri clienti sono in forte difficoltà, ma non è solo la crescita del listino a creare problemi, anche la supervalutazione dei prodotti stessi, proposti a 5 volte di più del reale valore,  creando ulteriori costi e affaticamenti economici, solo perché a loro volta sono incapaci di evolversi.

Queste “vecchie” aziende costituiscono pesi economici enormi, che vengono catapultati al cliente finale, passando ovviamente dal centro estetico. Inoltre, in questa confusione, si vedono aziende cosmetiche che invece di cambiare il proprio “asset allocation”, si cimentano in “VENDITE DI CORSI”, con nomi intriganti ma che non danno nessun aiuto agli imprenditori del benessere, se non quello di spendere migliaia di euro su format costruiti e non personalizzati, se ci pensate bene come può un corso fatto a  10 o 20 centri estetici essere d’aiuto!  non potrà MAI aiutare nessuno, in quanto ogni centro ha la sua realtà, in base al luogo in cui si trova, a quanti mq corrisponde il locale, a quanti dipendenti ha, target dei clienti e così via…

Beauty Low Cost, Estetica Low Cost

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analyticspa.com beauty low cost

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AnalyticSpa prevede che in brevissimo tempo il mercato verrà affollato da centri che proporranno il “Beauty Low Cost”, espressione che non si riferisce soltanto al prezzo di un prodotto o di un servizio, ma ad una nuova era. Per i prossimi anni, questa sarà la nuova filosofia di vita commerciale, una rivoluzione metafisica, l’innovazione tecnologica, comunicativa e industriale, tutto questo verrà parafrasato nella nuova organizzazione del Business.

Insomma, la globalizzazione darà l’opportunità di rivoluzionare il mercato facendo vincere solo i meritevoli, che, dovranno reinventare le proprie aziende dando un nuovo imprinting dal nome di “Beauty Low Cost di Qualità”.
Per centrare l’obiettivo di Beauty Low Cost di Qualità, gli  imprenditori del settore estetico e benessere, dovranno iniziare a modificare il loro metodo operativo, analizzando meglio le situazioni. Dovranno quindi fare una screening della propria attività, individuando i propri punti di forza e i punti deboli, potendo così abbattere i costi inutili e affrontare il mercato senza troppi danni. Nei prossimi mesi, nasceranno i primi centri estetici Low Cost, ma come normalmente accade in questo settore, gli imprenditori cercheranno di organizzare un cambio radicale, credendo che basterà fare qualche promozione e/o qualche ritoccatina al listino. Invece NO! Purtroppo o per fortuna, l’epoca degli incompetenti è finita. Il Beauty Low Cost non è una promozione, ma come già detto sarà l’evoluzione totale del modo di condividere gli scambi commerciali, e chi affronterà il mercato come ha sempre fatto, avrà a che fare con un tsunami molto violento.
AnalyticSpa azienda che da molti anni propone consulenza e gestione nel settore, con risultati eclatanti, ha studiato questo fenomeno e ha costruito modelli gestionali innovativi per preparare le aziende a questa evoluzione.
Le prime fasi del cambiamento avverranno solo dopo la condivisione del nuovo business aziendale, e quindi verranno applicati dei nuovi target.
Prima di utilizzare le nuove regole bisognerà però fare l’analisi
economica gestionale per individuare lo status aziendale. I passi
successivi sono i più importanti, in quanto sarà necessario costruirsi un’immagine personalizzata “LOGO”, che rispecchi il progetto del Beauty Low Cost, questo permetterà a tutti di identificare velocemente chi siete e cosa fate.
Siamo oltretutto convinti, che per arrivare ai Clienti in maniera
immediata e h24 su h24, bisognerà creare una struttura comunicativa
avente come punta di diamante il proprio sito internet e l’utilizzo di tutti gli strumenti virtuali a disposizione, come i Social Network, Directory, Dem e pubblicità ad obiettivo.
Fatti questi passi, la nostra immagine verrà proposta su strumenti comunicativi come: volantini, dépliant istituzionali, listino prezzi, manifesti ecc., iniziando varie campagne di comunicazione e marketing mix.

 

DOVE SONO COLLOCATI GLI ISTITUTI DI BELLEZZA?

Ai lombardi piace piacere e piacersi. In Lombardia tra il primo trimestre 2010 e lo stesso periodo del 2011 il settore del benessere cresce del 5,9% passando da 6.646 a 7.039 imprese attive. La Lombardia rappresenta, infatti, un quinto delle imprese del benessere italiane con 721 palestre, 974 centri per il benessere fisico e 5.344 istituti di bellezza attivi nel primo trimestre 2011. Milano, Brescia e Bergamo le province con il maggior numero di imprese nel settore rispettivamente 2.254 (32% del totale regionale), 956 (13,6%) e 887 (12,6%) imprese. Rispetto allo stesso trimestre del 2010 crescono soprattutto Monza e Brianza (+10%), Milano (+8,3%), Mantova (+7,1%) e Pavia (+6%).

In Italia, tra le prime dieci province attive nel settore, ben quattro sono lombarde: Milano, seconda con il 6,4% del totale nazionale, Brescia quinta, Bergamo settima e Varese nona. Emerge da una elaborazione della Camera di Commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al primo trimestre 2011 e 2010 relativi alle sedi di impresa.

 

Imprese attive in Lombardia nel settore del benessere al I trimestre 2011

  Gestione di

palestre

Istituti di

bellezza

Servizi di centri per il benessere fisico

(esclusi gli stabilimenti termali)

totale

2011

Peso su tot

Lomb

totale

2010

var.

2011/10

Bergamo 72 728 87 887 12,6% 852 4,1%
Brescia 77 808 71 956 13,6% 905 5,6%
Como 53 298 42 393 5,6% 382 2,9%
Cremona 23 188 11 222 3,2% 211 5,2%
Lecco 18 147 21 186 2,6% 182 2,2%
Lodi 9 123 13 145 2,1% 142 2,1%
Mantova 36 281 17 334 4,7% 312 7,1%
Milano 237 1.471 546 2.254 32,0% 2.081 8,3%
Monza e Brianza 77 397 86 560 8,0% 509 10,0%
Pavia 40 290 21 351 5,0% 331 6,0%
Sondrio 15 85 9 109 1,5% 107 1,9%
Varese 64 528 50 642 9,1% 632 1,6%
Lombardia 721 5.344 974 7.039 100,0% 6.646 5,9%
Italia 3.698 28.554 2.706 34.958 20,1% 33.471 4,4%

Elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Registro Imprese al I trimestre 2011 e 2010

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Menù dei servizi, ecco come strutturarlo.

Vi è mai capitato di andare al ristorante e davanti ad un menù particolarmente elaborato richiuderlo e farvi consigliare dai camerieri i piatti del giorno? Ebbene lo stesso accade ai clienti di un centro estetico alle prese con un menù di servizi eccessivamente ricco ed elaborato. Nella maggior parte dei casi il cliente conosce a malapena la metà dei trattamenti descritti, affidandosi al personale per un consiglio su quelli più adatti alle proprie esigenze.

Avere personale qualificato è quindi fondamentale per il successo di un centro estetico. Occorre, però, dotarsi anche di un menù leggibile, dove vengono elencati tutti i servizi offerti dal centro, ma, in modo tale che il cliente possa capire quello che legge.

Nella stesura di un buon menù di servizi, quindi, non conta il numero di trattamenti offerti, bensì che il cliente possa riconoscerli come tali e quindi scegliere di usufruirne.

Molto spesso i vari trattamenti sono più o meno simili, differenziandosi gli uni dagli altri solo per qualche particolare. Allora può essere utile raggrupparli tutti in un unico gruppo, indicando poi accanto le peculiarità di ciascuno.

I servizi offerti da un centro estetico possono sostanzialmente dividersi in poche categorie che sono: trattamenti corpo, massaggi benessere, trattamenti viso, servizi estetici e apparecchiature.

Un menù ben strutturato, quindi, è diviso in queste cinque grandi categorie al cui interno sono poi specificati i trattamenti particolari. In questo modo il cliente sarà indirizzato nella sua scelta. Se c’è un trattamento nuovo si può evidenziare sul menù, ma sempre in maniera discreta senza colori aggressivi.

Chi va in una Spa o in un centro estetico punta a rilassarsi e anche la scelta del trattamento dal menù dei servizi deve rispecchiare questa regola fondamentale.

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PAGAMENTI E SCADENZE RIBA

Ricordiamo che dal 5 Luglio 2010, le ricevute bancarie possono essere ritirate soltanto nella data scadenza della disposizione.
se la scadenza cade in una giornata festiva, la stessa si intende prorogata alla giornata operativa successiva. Questo in ottemperanza alla Direttiva 2007/64/CE resa operativa con il D.lgs 27/01/2010 in vigore dal 5/7/2010. Ne consegue che le stesse RiBa non potranno essere pagate 1-2 gg. dalla scadenza come avveniva in passato.
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Ricorso al TAR per l’annullamento del Decreto 12 maggio 2011, n° 110.

E’ stato notificato il  13 settembre 2011 il Ricorso al TAR contro il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero della Salute per l’annullamento, previa sospensiva, del Decreto 12 maggio 2011, n.110 – relativo alle apparecchiature elettromeccanici.

 

Punti  interessanti del ricorso.

Il Ricorso presentato il 13 settembre sono stati eccepiti diversi vizi che inficiano, a nostro sommesso avviso, la validità del Decreto, atteso per oltre 20 anni, e degli atti ivi richiamati, come il parere del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) reso in data 8 giugno 2010, il quale a propria volta rinvia ad atti precedenti dell’organo stesso.

In particolare, è stata rilevata l’evidente e manifesta illogicità e contraddittorietà degli atti impugnati che, arrogandosi il diritto di fornire definizioni astratte e generiche circa l’identità degli apparecchi elettromeccanici ad uso estetico, già determinata da normative europee, hanno inciso in maniera significativa sulla strumentazione utilizzabile dall’estetista, privandola di fatto delle tecniche più innovative.

Le amministrazioni coinvolte nella stesura del decreto, infatti, non hanno tenuto in alcuna considerazione la circostanza che l’evoluzione tecnologica nel settore, ben più rapida della lenta e ferruginosa burocrazia, che ha emesso dopo 20 anni quello che avrebbe dovuto stilare in 120 giorni, è stata sostenuta solo dalla diligente intraprendenza delle migliaia di estetiste che, a proprie spese, hanno provveduto alla propria formazione per cercare di offrire ai consumatori un servizio efficace e sicuro.

I ministeri citati in giudizio, invece, hanno ritenuto di dover cancellare, senza apparenti motivazioni e senza alcun riferimento ad una casistica di sinistri nel settore, i diritti acquisiti in tutto questo tempo dall’estetista che, oggi, deve fare i conti suo malgrado con un depauperamento, qualitativo e quantitativo delle proprie attrezzature. Con evidenti quanto gravi ripercussioni di carattere economico, dovute alla perdita di clientela, ai costi di adeguamento alle nuove norme, alle possibilità di impiego nel settore.

Ovviamente il tutto è stato fatto in spregio ai principi comunitari e costituzionali che regolano la materia in questione e senza far tesoro delle esperienze europee in materia, nel corso delle quali era stata messa in luce l’assenza di rischi e pericoli per la salute con riferimento alle tecniche più innovative come ultrasuoni a bassa frequenza (cavitazione) e luce pulsata. Ci si riferisce, in modo particolare, alla recente pronuncia resa dal Consiglio di Stato Francese che ha sospeso l’efficacia del decreto emesso oltr’alpe il quale vietava, come noto, l’utilizzo dei macchinari appena citati.

In buona sostanza, quello che emerge con più evidenza dal quadro complessivo sinteticamente composto, è che ogni estetista d’Italia per 20 anni ha potuto svolgere la propria attività, utilizzando i macchinari di volta in volta consentiti, a cominciare dal laser (in uso già dagli anni ’90) e radiofrequenza, per giungere negli ultimi anni alle tecniche più avanzate, come ultrasuoni a bassa frequenza (cavitazione), luce pulsata.

E ciò che più conta è che nel corso di tutti questi anni l’attività dell’estetista, in relazione a queste metodiche, non ha mai dato adito a contestazioni legate al proliferare di sinistri e danni ai consumatori ed utenti.

Il fatto che oggi, con il decreto oggetto del presente giudizio, si voglia togliere di fatto la possibilità all’estetista di continuare ad utilizzare gli stessi strumenti che, per lungo tempo e nel rispetto della salute dei cittadini, sono stati nella disponibilità della categoria, oltre a risultare oltremodo odioso, in quanto ingiustificato, è altresì foriero di gravi danni all’intero settore.

articolo dell’autorevole Confestetica

http://www.confestetica.it/punto-estetico/3902/presentato-il-ricorso-al-tar-per-lannullamento-del-decreto-12-maggio-2011-n-110-apparecchiature-estetiche-non-piu-depotenziate-ma-sicure/

 

 

SMALTIMENTO RIFIUTI SPECIALI IN ESTETICA

Chiarimenti sull’iscrizione al SISTRI e normative per il corretto smaltimento dei rifiuti speciali.

Deals, Coupon e buoni sconto

cosa ne pensate della moda che sta travolgendo l’Italia, parlo dell’acquisto “deals”, cioè coupon scontatissimi per l’acquisto di prodotti e servizi?

Buon giorno a tutti, vedo che questo argomento è di forte interesse, io come Moderatore di un sito di consulenza ed analisi devo dare ragione ad Alessandro, che ha centrato una delle problematiche, inoltre volevo portare all’attenzione un’altro problema, molto più grave, per pubblicizzare con successo su Groupon( essendo il n°1 del mondo), devi proporre il tuo prodotto/servizio a sconti medi del 50/70%,
Groupon ti defalca il 21% dell’Iva (per ovvie ragioni)
il 50% dell’imponibile, ( la commissione per il servizio)
quindi se il tuo servizio costa 100,00
-lo proponi con -60% quindi 40,00
-21% iva =6,94
-50%servizio Groupon =16,53
il tuo ricavo è 16,53 in fattura!!! che ovviamente lo stato vuole circa 40% (se và bene) quindi 16,53 -40% = € 9,92

da questi 9,92 € devi togliere
-COSTO STRUTTURA (sono costi fissi, “luce, gas, acqua, spese d’affitto, spese bancarie, assicurazioni ecc.)
-COSTO DIPENDENTE (è un altro costo fisso, è l’insieme dei costi generati in un anno, stipendi, tasse irap, tredicesima, liquidazione, ferie ecc.
-COSTO PRODOTTO (questo è un costo variabile, dipende dalla proposta che viene fatta).
non vorrei all’armare nessuno ma penso che questo strumento debba essere utilizzato solo in casi eccezionali o da persone esperte!

tratto e aggiornato da un commento
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il decreto

Si apprende, con delusione dai TG e giornali che il decreto che disciplina le apparecchiature è stato approvato, per la verità ho visto un pò di confusione, i commenti sono stati vaghi su luce pulsata e cavitazione, ma chi ha letto bene il decreto non ha dubbi, le apparecchiature saranno definitivamente bandite.

Per le apparecchiature elettroestetiche come radiofrequenza e laser per l’epilazione ci saranno modifiche che porteranno le stesse alla inefficienza.

ritengo personalmente che le cose si sarebbero potute fare in un modo differente e con un maggior rispetto per le estetiste ed i loro investimenti, anche se penso che il settore necessitasse di una regolamentazione precisa, a tutela anche delle stesse estetiste.

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I CLIENTI SONO UN PATRIMONIO DA RISPETTARE

Per poter rispettare i nostri clienti, dovremmo prima imparare a conoscerli, ovviamente conoscerli commercialmente, sono sicuro che sapete il nome, cognome, l’indirizzo e numero di telefono, ma questo non è sufficiente per poter CURARE il nostro patrimonio! Quali altri strumenti utilizzate per conoscere commercialmente il vostro cliente?

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