La formule dell’eterna giovinezza sta nella natura

Invecchiare è un termine messo al bando dalla nostra società, quasi una parolaccia per milioni di donne e uomini in tutto il mondo per i quali la bellezza non è solo un valore ma una forma di benessere interiore. Per voi direttamente dagli Stati Uniti giungono le ultime novità.
Si chiamano “epigeni”, sono i geni che determinano l’invecchiamento, la nuova frontiera sulla ricerca dell’eterna giovinezza. Agendo su di loro l’industria cosmetica sta affinando le sperimentazioni di alternativi ritrovati anti-invecchiamento. Tra queste il menù per il ringiovanimento della pelle. Sfruttando alcune sostanze materiali, come i polifenoli del tè rosso o l’antocianine di lamponi e mirtilli, è possibile garantire all’organismo una fonte di stimolo per l’elasticità della pelle e di prevenzione della degradazione del derma. Ad accelerare il deperimento dell’elasticità della pelle sarebbe, invece, lo zucchero.
È così che i grandi colossi delle bellezza hanno deciso di intraprendere rapporti di partenariato con importati produttori del settore alimentare. Gli ingredienti naturali diventano la fonte da cui estrarre i principi attivi da inserire nei prodotti, con buona pace della chimica di sintesi. Un fenomeno che sembra in forte espansione con prospettive ancora di sensibile crescita. Secondo gli analisti del settore, la chimica green dei prodotti antietà varrebbe circa 8,5 miliardi di dollari di ricavi realizzati entro il 2015. Valori record che sfidano le stime ribassiste di crescita economica negativa nella maggioranza dei Paesi occidentali. Un contagio che parte dalla Grande Mela che ha già fatto vittime illustri come Demy Moore e Lady Gaga.
I. S

COME DIVENTARE ESTETISTA

Quella dell’estetista è una delle professioni, attualmente, più ricercate nel mercato del lavoro. In Italia la professione è regolata da una legge disciplina del 1990, che detta le regole e i tempi per diventare estetista. L’articolo 3 della legge stabilisce che la qualifica professionale di estetista può essere conseguita solo in seguito alla frequentazione di un corso regolarmente autorizzato dalle provincie. I corsi durano due anni a conclusione dei quali, previo superamento di un esame finale, si ottiene la qualifica di estetista professionale valida in tutta Italia e riconosciuta nei paesi membri della Comunità Europea. Questa qualifica consente di essere assunti presso centri estetici da subito come estetista professionale e non come apprendista. Con l’attestato rilasciato alla fine del corso è possibile iscriversi all’albo degli artigiani e avviare un centro estetico in Italia e in Europa. I corsi professionali durano due anni per un totale di 1800 ore di lezione, 900 per ogni anno di corso. Previsti corsi sia teorici che pratici con stage mirati. Stage che il primo anno si svolgono all’interno delle scuole con clienti esterne che accettano di fare, per così dire da “cavie”. Il secondo anno, invece, il praticantato si svolge presso dei centri estetici. Per accedere all’esame finale di abilitazione non si devono superare il 30% di ore di assenza. Possono seguire i corsi tutti i cittadini italiani di entrambi i sessi purchè abbiano raggiunto il 16esimo anno di età. Per iscriversi bisogna pagare una tassa d’iscrizione valida per tutto l’anno scolastico che è di 100/150 euro e una tassa finale per l’accesso all’esame di abilitazione di 200 euro. In base al tipo di corso e all’ente organizzatore (se pubblico o privato) può essere previsto il pagamento di una retta mensile, bimestrale o trimestrale per un totale di circa 3000 euro totali. Si tratta comunque di cifre orientative che possono variare di regione in regione. Altri costi riguardano, infine, l’acquisto del materiale didattico. Gli studenti affronteranno durante il corso materie pratiche come: manicure, pedicure, massaggio al viso, massaggio al corpo, depilazione con cera, ricostruzione unghie, trucco da giorno, da sera, da sposa, linofodrenaggio di Vodder al viso. Le materie teoriche, invece, riguarderanno la Teoria del Trucco, biologia, anatomia, igiene ed alimentazione, elementi di diritto ed inglese.  Gli orari delle lezioni e il programma completo il più delle volte è reperibile on-line collegandosi al sito web dell’ente organizzatore del corso. I documenti necessari per l’iscrizione sono due foto formato tessera, la fotocopia del documento di riconoscimento personale e se richiesto la fotocopia del certificato di licenza media. Una volta conseguito l’attestato regionale di qualifica professionale si può accedere, anche, ai corsi di specializzazione dove approfondire le materie affrontate nei corsi provinciali. Ma questo è un altro capitolo.

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L’Inci e le etichette ‘trasparenti’

Si scrive INCI, ma, si legge “Nomenclature Cosmetic Ingredient” ed è il testo europeo di riferimento in materia di ingredienti e materie prime cosmetiche. E’ stato introdotto nel 1986 per uniformare la nomenclatura degli ingredienti sulle etichette dei cosmetici che devono, per legge, riportare l’elenco completo delle sostanze utilizzate per la preparazione di quel determinato prodotto.

Ma come si legge un’etichetta? Dunque bisogna sapere che la legge vigente in materia impone alle aziende produttrici di inserire nell’etichetta tutti gli ingredienti utilizzati in ordine di peso decrescente, ovvero da quello presente in maggiori quantità a quello utilizzato in misura minore, fino alla concentrazione dell’1%. Tutte le altre sostanze con valori minori devono comunque essere riportati ma senza un ordine preciso. La legge, però, non impone che venga indicata anche la percentuale accanto a ciascun ingrediente. Si tratta di un particolare da non sottovalutare specie se si considera che spesso, quando si parla di prodotti cosmetici, una buona parte degli ingredienti è presente in misura minima. Occorre, quindi, fare molta attenzione nella lettura dell’etichetta per evitare di essere tratti in inganno dalla posizione di un dato ingrediente. Il fatto che si trovi ai primi posti, infatti, non sempre è sinonimo di elevata concentrazione. Un modo per evitare inganni e riuscire a valutare con esattezza la qualità del prodotto che si ha di fronte è quello di individuare nell’elenco riportato sull’etichetta la posizione dei conservanti che di solito si trovano in misura inferiore all’1%. Una volta individuato tutti gli ingredienti successivi sono sicuramente presenti in concentrazioni minime.

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